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Il più piccolo dei tre figli di Maria Antonietta cui Joseph si raccomanda di rappresentarlo degnamente durante il corteo per la convocazione degli Stati Generali. Viene allontanato dalla madre insieme alla sorella Teresa dopo la sentenza di condanna a morte della Regina.

Tra Manga e Realta Louis-Charles (1785 Versailles - 1795 Paris). Secondogenito di Luigi XVI, Delfino di Francia divenuto titolare della corona alla morte del fratello Joseph nel 1789. Già duca di Normandia. Nel corso della rivoluzione segue il destino della famiglia reale. Rinchiuso nella prigione del Tempio nel 1972 e in seguito affidato al rivoluzionario il calzolaio Simon (SIMON!? Non vi ricorda l'intraprendende fioraria de "Il Tulipano Nero"?) per essere allevato nel rispetto dei principi repubblicani, dopo Simon, altri si prendono cura di lui fino al 1795 anno in cui il governo lo dichiara morto. Molti i dubbi sulla sua scomparsa: numerose persone si fecero spacciarono, tempo dopo, per l'infelice, giovane sovrano.

RECENTE la SCOPERTA che fa luce sul destino di Louis Charles. Il piccolo fu indotto da Simon a firmare una lettera da cui risultavano l'organizzazione di una nuova fuga da parte di Maria Anonietta, che dal carcere tentava di contattare Vienna, ed un incesto che la donna avrebbe avuto con il piccolo, tutte prove che contribuirono a condurla al patibolo.

Il giovane principe, dopo l'elezione di Simon nella Comune, venne rinchiuso, abbandonato a se stesso, in una cella del Tempio in cui fu ritrovato morto di stenti, coperto di pustole, gonfio e segnato dalla tisi, nel 1795. Il corpicino venne gettato in una fossa comune previa anestesia. Il dottore che se ne occupò pensò di trattenere il cuoricino nel tentativo di conservarlo. La reliquia fu però rubata dal suo assistente e restituita al dottore solo in punto di morte.

In seguito più volte trafugata, trovò pace anni dopo fra le mani di Don Massimo nella sua dimora religiosa. Ai nostri giorni il cuoricino sottoposto a molte analisi di laboratorio non lascia dubbi sulla sua appartenenza. Coincidono infatti le analisi a quelle di Maria Antonietta e di Luigi XVI.


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