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Giovane conte svedese giunto in Francia per proseguire gli studi. Nel corso di un ballo in maschera a Parigi incontra la bellissima donna che si rivela essere la Regina di Francia. Ormai tardi, l'amore tra i due è sbocciato e destinato a durare per sempre, tra il vociferare del popolo e della corte. Fersen tenta invano di allontanarsi da lei scegliendo la guerra oltreoceano ma riscopre, l'amore, al suo ritorno a Versailles.

Grande amico di Oscar - solo in seguito ad un incidente la scoprirà donna - non potrà ricambiare i suoi sentimenti neanche dopo aver riconosciuto il lei l'affascinante e misteriosa dama in abito bianco.

Impertinente nei confronti del re, passa in primo piano ai problemi di corte, trascorrerà con Antonietta il tempo rubato alle mancate udienze. Poi le annuncerà, a malincuore e davanti le altre dame, il desiderio di suo padre di averlo accanto ed il suo imminente matrimonio; lo stesso giorno realizza il desiderio della regina presentandosi in alta uniforme.

Ogni tentativo è vano, s'incontreranno una sera - per caso - nei giardini di Versailles, vagando in solitudine, nell'agonia di un amore impossibile. Il danno è irreparabile ma l'amore è salvo. Antonietta inciampa sulla sua infelicità cadendo fra le braccia dell'uomo che ama. Fersen resterà al servizio della Sua Regina assistendola personalmente nella Fuga di Varennes fino al congedo richiesto da Luigi XVI.

Rimpiangerà Oscar ed il suo grande coraggio. Aggiungo... "rosicando un po'" come il giorno in cui salvandola dalla folla impazzita le sentì gridare:"devo salvare il mio André".

Tra Manga e Realta Hans Axel von Fersen (Stoccolma 1755-1810).

"Alto, aristocratico, bello di una bellezza da poeta" giovane patrizio figlio del feldmaresciallo Frederick Axel Fersen personaggio di rilievo sulla scena politica svedese. A sedici anni intraprende gli studi nelle migliori scuole militari d'Europa completando la propria formazione mondana presso le corti europee. Soggiorna per qualche tempo a Brunswick, studia a Torino e successivamente a Strasburgo. Fa visita a Voltaire in Ginevra. A Versailles entra in contatto con la realtà francese nella persona dell'amabile Maria Antonietta.

Decide di accorrere nel Nuovo Continente, per combattere al fianco dei coloni nella lotta all'indipendenza contro gli inglesi. Rinviata la spedizione, torna a Versailles guadagnando la nomina a colonnello del reggimento Deux Ponts.

1780. S'imbarca per l'America partecipando alla campagna contro gli inglesi quale aiutante di campo del generale Rochambeau (comandante della spedizione francese al fianco dei coloni).

Tale esperienza lo matura, inoltre, la sua conoscenza dell'inglese lo rende prezioso al corpo di spedizione francese, viene infatti delegato a negoziare col generale Washington (che lo trova "molto freddo" nonostante il suo "volto cortese e sincero" e la sua "aria da eroe). Alla fine della guerra viene nominato membro dell'ordine di Cincinnato.

Giugno 1783. Al suo ritorno, Francia e Svezia fanno a gara nell'insignirlo di onoreficenze militari e nel promuoverlo a gradi più elevati. Moltissimi lo ammirano, altri lo idolatrano.

Divenuto amico intimo della Regina Maria Antonietta intorno al 1780, periodo antecedente il suo ritorno in Svezia quale diplomatico. Torna a Parigi in piena Rivoluzione organizzando la fuga, miseramente fallita, della famiglia reale, guidando personalmente la loro carrozza: a Bondy, affida i reali ad una scorta di soldati, per poi rifugiarsi in Belgio. Tenterà invano di organizzare un nuovo piano di fuga.

Prende parte alle manovre anti-rivoluzionarie della coalizione europea, dopo 1789 e l'ascesa al trono di Napoleone, a Vienna e Bruxelles. Rovesciata la monarchia del Re di Svevia Gustavo IV - rivoluzione del 1809 - sostiene la candidatura del figlio del re contro il popolare Christian August alla cui morte improvvisa, nel 1810, corre voce la probabile cospirazione di Fersen al suo assassinio. Atto che gli costerà la morte per mano dei rivoltosi del popolo durante i funerali. Riporto la lettera pubblicata su Focus n.106 agosto 2001 (autrice Anna Turchet)
che riporta una leggenda sulla misteriosa morte di Fersen. (...) nel 1810 egli si trovava a Stoccolma quando scoppiò una rivolta; non appena la folla lo vide, lo trascinò fuori dalla carrozza e lo picchiò. Fersen fugg sui gradini di una chiesa. Nessuno osava attaccarlo frontalmente poichè si diceva che l'anello che portava all'anulare sinistro uccidesse sul colpo chiunque lo guardasse. Allora iniziarono a lapidarlo. Finchè un uomo si fece avanti e, proteggendosi gli occhi, tranciò il dito e corse a gettare il macabro trofeo nel fiume. Il giorno dopo quest'uomo venne ritrovato a vagare per le strade: era diventato pazzo. Si dice anche che al momento della sepoltura, l'anello sia riapparso sulla bara.


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