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Conte e Generale delle Guardie Reali, marito della Madame la dama d'onore di Maria Antonietta, padre di Oscar. Spinto dal maniacale desiderio di portare avanti la tradizione militare della famiglia, alla nascita della sua bambina si convincie, lui per primo, di doverlo allevare come un maschio. Suo "figlio" Oscar, come lo chiama anche quando è ormai divenuta una splendida donna.

Solo quando la Rivoluzione promette rinnovamenti a discapito dei nobili ammette di non aver avuto il diritto di plagiare la vita della sua bambina e cerca di rimediare concedendo la sua mano in matrimonio, dapprima Girodelle, quindi lascia lei la scelta.

Temperamento testardo tipico dei militari, trasmesso ad Oscar, è pronto a sacrificare per onore se stesso e sua figlia, davanti al tradimento di quest'ultima nei confronti della famiglia reale. Fermato da André, considerato come un figlio, si mostra però contrario all'idea che possa sposare Oscar.

Sventato il timore grazie alla clemenza della Regina, confida poi ad André il suo parere riguardo ai due giovani: avrebbe visto di buon occhio un unione tra i due a patto che appartenessero allo stesso ceto, certo che avrebbe reso felice la sua Oscar.

Commovente l'addio epistolare di Oscar, subito dopo tale vicenda, in cui il Generale in lacrime comprende il desiderio di sua figlia probabilmente pentendosi della scelta che fece al suo posto quando era ancora una bimba spensierata. È l'ultima scena nella serie in cui lo si vede.

Tra Manga e Realta Francois Augustin Reynier de Jarjayes (1745-1822).
Unito in matrimonio con Maria Anna Luisa di Bourdet de la Saigne nel 1770 (madre di una figlia - e forse di un figlio nato il 25 dicembre 1771) e nel 1787 - in seconde nozze - con Lisa Margherita Emilia Quetpée de Laborde (con la quale ebbe due o quattro figlie).
Generale monarchico riuscì ad intrufolarsi nel Tempio con l'aiuto del gendarme Toulon - ex rivoluzionario ora devoto alla regina - indossando gli abiti dell'addetto all'illuminazione.

Ciò diede prova di quanto fosse facile eludere la guardia, lasciare la prigione e con l'aiuto di passaporti falsi fuggire verso la costa della Normandia per raggiungere l'Inghilterra via mare. Ai due carcerieri Toulon - di guardia per la notte - avrebbe dato tabacco da fiuto drogato con un narcotico. La famiglia avrebbe ricorso ad un travestimento: Elisabetta e Antonietta da sentinelle, Teresa da lampionaia, il delfino nel cesto di panni portato da una fedele domestica.

Per una serie di circostanze non fu possibile ottenere passaporti ma, a giudizio di Jarjayes, esisteva ancora la possibilità che Antonietta potesse fuggire da sola ma lei rifiutò d'abbandonare i figli. Consigliò al Generale d'emigrare affidandogli sigillo e fede nunziale di Luigi per il conte di Provenza, ed un calco di cera, del sigillo personale di quand'era regina, recante l'insegna di famiglia di Fersen - un colombo che torna al nido con la scritta, in italiano, "Tutto a te mi guida" - disse di assicurare a Fersen che tali parole "non sono mai state più vere".

Carriera Militare:
1769. Sotto-luogotenente
1770. Luogotenente
1769-1779. Aiutante di campo di suo zio (Luogotenente Generale Bourciet) inizia ad occuparsi di topografia
1779. Capitano nello Stato Maggiore dell'Armata
1780. Muore lo zio. Ottiene una pensione ai meriti di 800 livres.
1784. Maggiore
1788. Aiuto Maresciallo Generale
1791. Aiutante Generale Colonnello. Direzione del deposito della guerra. Diviene un devotissimo della famiglia reale.
1792. Maresciallo di Campo In seguito emigra ed entra al servizio del Re di Sardegna come aiutante di campo
Rientrato in Francia ottiene dal governo la vicepresidenza delle miniere di salgemma dell'est.
Prima Restaurazione. Confermato Maresciallo.
Seconda Restaurazione. Nominato Luogotenente Generale.
Dal 1787. Cavaliere di San Luigi.


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