Iscritto il: sab lug 12, 2003 3:22 am Messaggi: 707 Località: Del otro lado de la mar Oceano
Ciao!
Dal "Circolo" è nata l'idea di dedicare tutto un topic a questa bellissima fanfic di Sydreana. La storia inizia il giorno del matrimonio di una delle sorelle della piccola Oscar, un giorno un cui lei è specialmente arrabiata con André per un scambio di parole che decanta nel celebre discoro dell'"ape e le fiore" per tentare di spiegare il miracolo della nascita umana... Di più, tutta la storia sta focalizada, o meglio, è raccontata dal punto di vista della sorella di Oscar, Ginèvre, che ci permette a noi lettori avere un altro sguardo alla storia d'amore tra Oscar e André. A voi i commenti!
Iscritto il: lun lug 12, 2010 4:46 pm Messaggi: 183 Località: La Città Eterna
Allora, vediamo di rompere un po' il ghiaccio... A me piace da matti immaginare Oscar a dieci anni che con un bel broncio ed una faccia a punto interrogativo mette in croce la sorella Ginèvre facendole quelle domande scabrosette tanto temute da generazioni di genitori, imbarazzati più dei figli. Ginèvre tenta di aggrapparsi in modo rovinoso alla favoletta delle api e dei fiori, ma capisce subito che è un tentativo infruttuoso e destinato a non cogliere nel segno. A diciotto anni, tre figli ed un marito/estraneo, è in realtà già disillusa dalla vita e sa di non aver conosciuto l'amore. Quindi, in fin dei conti, lei stessa non sa se buttarla sui sentimenti, che non ha mai provato, o sulla cruda biologia da perpetuazione della specie, che è l'unica cosa che le è stato concesso di sperimentare. Però, allo stesso tempo, sa riconoscere l'amore in embrione tra quei due bambini che hanno bisticciato, Oscar la sorella strana ed Andrè il suo alter ego. Un pugno in faccia ed una ciocca di capelli tagliata a forza, normali conseguenze di litigi infantili. Ma è l'intimità e la facilità di relazionarsi tra i due che attrae chi li sa guardare. E nel fondo, ne è intimamente intenerita ed incuriosita, anche se quasi spinta alle soglie dell'invidia per la libertà che potrà avere la sorellina, costretta ad una vita da uomo dal padre padrone generale tutto d'un pezzo. Insomma Ginèvre ha compreso tutto con ventitrè anni di anticipo e con il passar del tempo soffre del fatto che, invece quella che non ha capito un bel niente, sia proprio la diretta interessata, l'unica delle sorelle che abbia la reale possibilità di trovare e provare la vera felicità perchè l'ha avuta sempre a portata di gomito per un incredibile capriccio/boomerang del destino (leggi sempre padre padrone generale tutto d'un pezzo). Quando tutto sembra ormai stancamente preordinato all'infelicità, ecco che si ritrova a palazzo Jarjayes proprio la famosa notte del 12 luglio: finalmente può gioire di cuore per Oscar quando, da dietro la porta socchiusa della sua stanza, con un fare un po' voyeristico, la sente e la vede capitolare tra le braccia di Andrè.
_________________ To be, or not to be: that is the question...
Iscritto il: sab apr 30, 2005 11:05 pm Messaggi: 14033 Località: "wherever I lay my cookware.. that's my home"
di Bees and Flowers anche io ho sempre amato in primis la rappresentazione di Oscar bambina... Syd da vera maestra la segue con gli occhi di Ginevre, ne dipinge sprazzi di vita del tutto anormali come anormale è agli occhi della sorella quel suo modo buffo di rapportarsi ad André, che già da piccolo riesce con discrezione a far fare ad Oscar quello... quello che ritiene più giusto per lei... La scena grottesca del matrimonio è malinconica, se si pensa a quanta realtà si nasconde nelle parole di Syd (tutte quelle unioni combinate senza alcuna concessione al piccolo dettaglio dell'amarsi, del volersi...) ma la cosa buffa è che in quella descrizione appare sfolgorante la possibilità che il destino riserva ad Oscar... sottrarsi a queste messe in scena, libera nei panni di un uomo. Libera anche di amare, se solo volesse... Capisco l'invidia di Ginevre che queste cose non le ha mai provate... Capisco la sua incredulità nell'apprendere l'amore vero dalla sorella tirata su dal padre a colpi di spadino e signorsì... E non mi infastidisce la sua curiosità di fronte all'amore che si tramuta in passione, eros... perché è quasi la curiosità infantile di una bambina che osserva qualcosa che non conosce...
_________________ LULY
come l'eroina di un manga, troppo buona per essere vera ^__=
Iscritto il: ven dic 12, 2008 6:55 pm Messaggi: 503 Località: QUI E ADESSO
luly ha scritto:
Capisco l'invidia di Ginevre che queste cose non le ha mai provate... Capisco la sua incredulità nell'apprendere l'amore vero dalla sorella tirata su dal padre a colpi di spadino e signorsì... E non mi infastidisce la sua curiosità di fronte all'amore che si tramuta in passione, eros... perché è quasi la curiosità infantile di una bambina che osserva qualcosa che non conosce...
Quoto! Adoro come viene tratteggiata la curiosità di Oscar bambina nei confronti del sesso, in modo molto delicato ma anche verosimile. E capisco anche l'invidia, forse il rimpianto di Ginèvre. Anche lei, in fondo, ha provato a ribellarsi a una storia che per lei è stata già scritta e che la vuole moglie e madre: sappiamo infatti che ha tentato il suicidio, ma poi si è piegata alla volontà paterna. Insomma, possiamo dire che anche in lei arde un po' di Oscar, anche se non riesce a seguire fino in fondo la sua passionalità.
_________________ Sai quel luogo… quello che sta fra il sonno e la veglia, dove ricordi ancora cosa stavi sognando? Ecco, quello é il luogo dove ti amerò per sempre.
Iscritto il: ven dic 12, 2008 6:55 pm Messaggi: 503 Località: QUI E ADESSO
Alexia ha scritto:
Insomma Ginèvre ha compreso tutto con ventitrè anni di anticipo e con il passar del tempo soffre del fatto che, invece quella che non ha capito un bel niente, sia proprio la diretta interessata, l'unica delle sorelle che abbia la reale possibilità di trovare e provare la vera felicità perchè l'ha avuta sempre a portata di gomito per un incredibile capriccio/boomerang del destino (leggi sempre padre padrone generale tutto d'un pezzo). Quando tutto sembra ormai stancamente preordinato all'infelicità, ecco che si ritrova a palazzo Jarjayes proprio la famosa notte del 12 luglio: finalmente può gioire di cuore per Oscar quando, da dietro la porta socchiusa della sua stanza, con un fare un po' voyeristico, la sente e la vede capitolare tra le braccia di Andrè.
Quoto!
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Iscritto il: ven dic 12, 2008 6:55 pm Messaggi: 503 Località: QUI E ADESSO
[quote="Alexia"]Allora, vediamo di rompere un po' il ghiaccio... A me piace da matti immaginare Oscar a dieci anni che con un bel broncio ed una faccia a punto interrogativo mette in croce la sorella Ginèvre facendole quelle domande scabrosette tanto temute da generazioni di genitori, imbarazzati più dei figli.
Quoto!
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Iscritto il: lun lug 12, 2010 4:46 pm Messaggi: 183 Località: La Città Eterna
luly ha scritto:
. E non mi infastidisce la sua curiosità di fronte all'amore che si tramuta in passione, eros... perché è quasi la curiosità infantile di una bambina che osserva qualcosa che non conosce...
Bello, mi piace questo punto di vista! Non avevo colto una tale sfumatura: mi ero infatti fermata sbrigativamente ad una lettura più superficiale e forse un poco più grossolana.
claire grandier ha scritto:
E capisco anche l'invidia, forse il rimpianto di Ginèvre. Anche lei, in fondo, ha provato a ribellarsi a una storia che per lei è stata già scritta e che la vuole moglie e madre: sappiamo infatti che ha tentato il suicidio, ma poi si è piegata alla volontà paterna. Insomma, possiamo dire che anche in lei arde un po' di Oscar, anche se non riesce a seguire fino in fondo la sua passionalità.
Verissimo! Credo che l'invidia di Ginèvre non sia infatti deteriore e gratuita, ma è appunto amara nella sua genesi, perché dettata dal rimpianto: il rimpianto di non aver potuto osare quello che ad Oscar è stato invece imposto da un padre che comunque, vuoi o non vuoi, non ha mai concesso possibilità di ribellione ed autodeterminazione a nessuna delle sue figlie (con cinque per conformismo ai tempi e con l'ultima, ironia della sorte, per forzare proprio quel conformismo e dare comunque un erede al casato).
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Iscritto il: sab lug 12, 2003 3:22 am Messaggi: 707 Località: Del otro lado de la mar Oceano
In un certo senso, Ginèvre veicola gli sguardi dei lettori, di quello che avrebbero voluto vedere di nascosto giusto la notte del 12 Giuglio, della che infatti si sono scritti tantissimi fanfic, ma nessuno così verosimile e delicato come questo, perchè appunto siamo testimone della passione che nace tra Oscar e André, epure non avviamo una descrizione detagliata, noi lettori ci fidiamo dello sguardo di Ginèvre, che non sia una esagerazione, cioè, che non ostante l'inesperenza di Oscar, veramente si trove bene tra le braccie di André.
In se, la storia è un circolo che si chiude. Comincia con il tentativo della sorella di spiegare il sesso collegato all'amore, anche se Oscar non è pronta per capire sia uno che otro concetto. Molti anni dopo, Oscar è pronto per cogliere il senso dell'eros (la sorella che si ferma a guardare André con occhi famelici e Oscar gelosa), fino alla fine: la morte, ma apunto, insieme. C'è tutta una vita che ci è raccontata, ma dagli occhi di una testimone, ecco perchè non si può detagliare i momenti più belli della gesta oscariana, da qui avviamo delle deduzioni della sorella, cioè, ci sono delle cose che si possono capire al di fuori? Questo mi ricorda quando nell'anime il Generale chiede André cosa sia succeso con Oscar, e questo dichiara essere stato lizenziato. Comunque, il generale continua a contare su du lui (fino a chiederle d'accompagnare Oscar al ballo)... forse per questo anche Ginèvre riesce a capire ogni cosa di più che l'altre sorelle non, ad esempio, quella che vedi in André una preda
Iscritto il: lun mar 22, 2010 1:08 am Messaggi: 267
Trovo questa storia di una dolcezza infinita e, al tempo stesso, dolorosa, impregnata di una malinconia lieve ma che non abbandona, che rimane attaccata alla pelle dall'inizio alla fine. Una infelicità che è accennata, di tanto in tanto, tra le righe iniziali dell'infanzia di Oscar, una creatura segnata da un bizzarro destino, una bambina che dovrà lottare contro il giudizio delle persone e, contro la propria natura che prima o poi troverà il modo di venire alla luce. Una infelicità più forte, invece, quella che attanaglia Ginévre, un senso di incompletezza e di vuoto che le rende difficile perfino spiegare l'amore alla sorella, l'amore del cuore e l'amore fisico, che a lei, nonostante il matrimonio e 3 figli, è ancora sconosciuto. L'invida poi, un sentimento pregno di odio e amore, talvolta in equal misura, che Ginévre nutre per quella piccola sorellina dal destino segnato, ma dal futuro libero, forse. Ginévre comprende l'amore puro e innocente attraverso gli occhi di un bambino di 11 anni, nei gesti inconsapevoli, eppure carichi di significati nascosti, di una bimba imprigionata da una corazza, quella stessa bimba che, negli anni a venire vi si nasconderà all'interno, consapevolmente, ed è per questo motivo che, ancora prima che tutto questo accada, Ginévre prova un moto di tristezza. Ed è per questo che, quando la previsione muta in realtà, in Ginévre nasce la rabbia verso quella sorella ingrata davanti alla fortuna che la vita le ha regalato, la fortuna d'essere libera, di poter scegliere, di poter accettare l'amore di un uomo che la desidera per quel che è, che la desiderava e l'amava fin in tenera età, in quel tempo in cui le api erano solo api e i fiori solamente dei fiori. Questa storia è una sorta di allegra favola avvolta nell'ombra, che ha il potere di far nascere il sorriso e, subito dopo, una lieve fitta allo stomaco. Una dolce favola che ha il profumo della realtà. Davvero bellissima.